L'educazione di una canaglia

Ho appena di finito di leggere Educazione di una canaglia, l'autobiografia di Edward Bunker, scrittore americano, che passa una buona parte della sua esistenza nelle carceri del proprio paese. Il libro è interessante, perché ci presenta il mondo del crimine e delle carceri dal punto di vista di un protagonista. C'è un brano, in particolare, che mi ha colpito, perché è un esempio di come l'ambiente sociale possa influire sulle carriere nella devianza. Bunker, uscito di galera incomincia a frequentare un bar "poco raccomandabile". Un giorno due amici del bar gli offrono un passaggio a casa, ma lungo la strada la polizia ferma l'auto per un controllo e trova a bordo degli strumenti da scasso. Bunker non c'entra nulla, ma viene anche lui incriminato ed incarcerato in una colonia agricola. Appena giunto nella struttura, il nostro protagonista decide di evadere. Queste sono le sue considerazioni:“Naturalmente, guardando a ritroso, niente mi obbligava a saltare il recinto della colonia agricola della contea. (…) Se non fossi salito sull’automobile di Billy con Al fino a Beverly Hills in quella sera d’estate, niente di tutto ciò sarebbe accaduto. Un bravo cittadino, una persona a posto, non avrebbe mai conosciuto una coppia di scassinatori o, se li avesse conosciuti, non avrebbe saputo chi erano e cosa facevano. Io non li avrei conosciuti se non fossi passato da San Quentin (il carcere ndr). Avessi frequentato Harward, avrei conosciuto tutt’altra categoria di persone, ma questa strada mi era stata preclusa quando l’alberello si era piegato sotto i venti della fortuna, o della sfortuna, tanto tempo prima. Tutto nella vita riposa su ciò che si è fatto in precedenza. Si fa questo o quello perché, sul momento, pare che sia la cosa da fare. Si deve affrontare una situazione o un’altra a causa degli avvenimenti che si sono prodotti a un certo punto del passato sul cammino della vita. Ciò che è successo dipende da ciò che è avvenuto ancora prima. Chi metterebbe in dubbio l’affermazione che nessuno si regge su un vuoto o su un nulla?”

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